AMANTI DELLA MEMORIA
L’idea progettuale “Le affinità elettive – D’Arminio e Damolidei” è nata da un intento documentativo e divulgativo grazie a una rievocazione storico-artistica incentrata sulla vicenda amorosa di figure storicamente documentate, ovvero i cinquecenteschi montecorvinesi Davide D’Arminio e Maria Teresa Damolidei.
Famiglia Damolidei
In un atto del 1370, tra gli ufficiali della chiesa di Salerno viene citato Gregorio Damolidei gabellotto degli erbaggi di Montecorvino. Nel 1494 Giulio Damolidede ebbe un diploma e riconferma della sua nobiltà dal re Alfonso II D’Aragona.
Nel Cinquecento è fra le principali famiglie dell’Università di Montecorvino, ricoprendovi cariche di primo piano. Di notevole spessore per ricchezza e nobiltà sono da notare Sabbato, facoltoso benefattore del convento dei frati Cappuccini e il figlio Ruggiero, amministratore e sindaco nel 1606.
L’arme di famiglia è raffigurato nello stemma composto, affrescato sotto la volta del portone d’ingresso del palazzo Bassi di Ferrari, e precisamente a sinistra della parte destra dello scudo.
Nell'Anno Horribilis che ci siamo lasciati alle spalle e in un tempo che troppo spesso sottrae la certezza del futuro, abbiamo voluto portare avanti con forza questo progetto. L'idea nasce quando nessuno avrebbe potuto immaginare l'arrivo di una pandemia che ci ha trasformato in tante isole, dimostrand a ciascuno di noi l'inevitabile inerzia dell'uomo al cospetto di qualcosa di più grande; soli, dopo avere scavato in noi stessi, cercato e trovato rimedi per abbattere le distanze, abbiamo riscoperto il valore unificante della cultura, quel mare comune che bagna ciascuno di noi. E così abbiamo risvegliato con orgoglio il nostro passato, riportando in vita Davide e Teresa, i nostri "Romeo e Giulietta", protagonisti di una storia d'amore contrastata dalla lotta tra due storiche famiglie di Montecorvino Rovella del XIV secolo. Lo abbiamo fatto sfruttando tutti gli strumenti possibili in queste condizioni: dirette, riunioni, conferenze on-line. Come Amministrazione Comunale crediamo nel valore della memoria storica e della cultura, quale prezioso strumento di valorizzazione e promozione territoriale; ci auguriamo presto di poter tornare a guardarci negli occhi, nel frattempo, teniamoci stretti nel segno della nostra identità
Il Sindaco - Martino D'Onofrio
È un titolo sorprendentemente attuale quello che abbiamo scelto di dare a questo progetto, al di là delle motivazioni storiche e letterarie che lo hanno ispirato. È un tempo, questo, che ci insegna ad intercettare le affinità elettive, per certi versi virtuali, eppure non meno significative. La cultura è anche questo, un ponte per riscoprirsi affini e simili, per ritrovarsi in un orizzonte comune, fatto di condivisione e di reciproco arricchimento. Abbiamo tracciato una strada, da qui proseguiremo nel segno della riscoperta della nostra storia e cultura, della nostra Montecorvino Rovella.
L'Assessore - Stefania Quaranta
L'Associazione Archeoclub d'Italia intende promuovere "la tutela e la valorizzazione del patrimonio torico - artistico e ambientale" e non da meno la sede locale di Montecorvino Rovella - Roberto Sguazzo impegnata in questa "mission" vuole altresì tutela anche i beni culturali immateriali. L'Associazione, pertanto, si è proposta capofila della manifestazione "Le affinità elettive - D'Arminio e Damolidei" con la rievocazione dell'avvenimento amoroso dei due giovani, Davide e Maria Teresa, in cui la memoria orale delle due famiglie si intreccia con quella scritta di avvenimenti storici fondativi dalla comunità. Valore immateriale del processo culturale di memoria ed identità che diviene Tradizione di interesse etnoantropologico, la quale è da tutelare, studiare, e trasmettere alle future generazioni.
Il Presidente - Alfredo D'Arminio
Famiglia D'Arminio
Nell’anno 1971, lo storico Nunzio Di Rienzo, all’epoca capo scout, incaricò alcuni giovani lupetti di recuperare informazioni su quella che, ieri come oggi, era un misto di storia e leggenda avvolta nel mistero.
Dopo una lunga ricerca e il colloquio con un frate francescano del complesso monumentale di Santa Maria della Pace, padre Emanuele D’Arminio (scomparso sette anni più tardi, nel 1978), i ragazzi riuscirono a fornire i nomi dei due innamorati. “Padre Emanuele D’Arminio” – racconta Nunzio Di Rienzo – era un lontano discendente della famiglia Arminio (il cui cognome nei secoli mutò in D’Arminio, appunto) ed egli aveva ritrovato tra le carte di famiglia, un quaderno con una copertina nera risalente agli anni ‘30, non autografato, dal titolo “Fatti e misfatti della famiglia D’Arminio”.
In quelle pagine si faceva riferimento alla storia delle battaglie tra le famiglie Arminio e Damolidei e alle vicissitudini amorose di Davide e Mariateresa. Nel 1400 infatti, il territorio di Montecorvino Rovella era suddiviso in due parti: una di proprietà del Regio Demanio, l’altra invece della Mensa Arcivescovile di Salerno. Quando, verso la metà del ‘400, l’intero territorio rientrò sotto la tutela del Regio Demanio, iniziarono le lotte tra le famiglie per la rivendicazione dei terreni. Tra le tante, le famiglie Arminio e Damolidei, nell’anno 1518, erano quelle più agguerrite e spietate, che senza alcuno scrupolo, facevano strage dei prigionieri catturati, sezionando i loro corpi, poi avvolti in pacchetti di carta e venduti a caro prezzo alle famiglie originarie.
Affinché gli venissero consegnati però, ogni volta che avveniva una cattura, il banditore della famiglia che l’aveva operata, si recava nel territorio dell’altra per annunciare l’esecuzione del prigioniero. Condizione necessaria per la restituzione di ciò che restava dei corpi, era la presenza al momento delle esecuzioni. testo tratto da “Montecorvino Rovella una perla picentina tra storia, arte e cultura” scritto da Nunzio Di Rienzo – Monetti Editore
